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Etiopia

Etiopia

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> Africa Sub-Sahariana

Info

Popolazione
102.403.196  
Crescita demografica
2.50 %  
PIL
72.374.252.815,00 USD  
PIL pro capite
706,00 USD  
Fonte: World Bank, ultimo dato disponibile

La Cooperazione Italiana nel Paese

L’avvio delle relazioni di cooperazione tra Italia ed
Etiopia risale al 1976, anno in cui è stato firmato il primo Accordo bilaterale
per la realizzazione di progetti di sviluppo. Dalla seconda metà degli anni
Ottanta ad oggi, l’Etiopia è uno dei Paesi prioritari nella strategia della
Cooperazione Italiana e destinatario di una quota rilevante del sostegno
italiano, garantito principalmente attraverso i canali bilaterale e
multi-bilaterale, ma anche attraverso quello multilaterale e tramite contributi
alle Organizzazioni della Società Civile.



L’impegno italiano può essere facilmente compreso alla luce
dei legami storici ed economici che legano il nostro Paese all’Etiopia, nonché
dall’importanza strategica dell’Etiopia nella geopolitica del Corno d’Africa,
nell’ambito della quale rappresenta un importante fattore di stabilizzazione
regionale.



Il 15 settembre 2017, il nostro paese ha riconfermato il suo
impegno per lo sviluppo socio-economico, sostenibile ed inclusivo dell’Etiopia
firmando il nuovo Programma Paese 2017-2019.



Contesto paese



L’Etiopia sta vivendo un periodo di crescita economica molto
sostenuta, soprattutto grazie ad investimenti pubblici e grazie alla maggiore
offerta di beni agricoli e di servizi. Ciò ha permesso al Paese di ridurre
sensibilmente il suo livello di povertà. L’economia etiopica resta
prevalentemente basata sull’Agricoltura, che contribuisce al PIL per il 36,7% e
occupa il 77,3% della forza lavoro, l’Industria costituisce il 16% del PIL (e
occupa il 7,5% della forza lavoro) mentre i Servizi rappresentano il 47,3% del
PIL e occupano il 15,2% della forza lavoro.



Negli ultimi anni la spesa pubblica per i servizi sociali di
base e gli interventi a favore dei più poveri sono aumentati
significativamente. La percentuale di persone che vivono sotto la soglia di
povertà è diminuita in maniera sensibile e l’educazione primaria universale è
stata quasi raggiunta. La mortalità materna si è ridotta da 676 morti ogni
100.000 gravidanze, nel 2011, a 412 morti ogni 100.000 gravidanze, nel 2016.
Anche la copertura di fornitura di acqua potabile sul territorio nazionale è
passata dal 59% al 63,1%. Si sono conseguiti notevoli risultati anche in ambito
nutrizionale: la prevalenza di bambini con età inferiore ai 5 anni affetti da
malnutrizione cronica è diminuita dal 67% al 40% con ripercussioni positive
anche sul tasso di mortalità infantile.



Nonostante questi progressi, l’Indice di Sviluppo Umano
classifica ancora oggi l’Etiopia al 174° posto su 188 Paesi. Un’agricoltura
ancora molto legata alle piogge resta ancora particolarmente vulnerabile, in
particolar modo in un’epoca contrassegnata dagli effetti negativi dei
cambiamenti climatici, contribuendo all’insicurezza alimentare. Inoltre,
sebbene la giovane età media degli etiopi possa essere una risorsa per il
futuro (la metà della popolazione ha meno di 14 anni), ad oggi il mercato del
lavoro non riesce a riassorbire tutta la potenziale manodopera, in particolare
quella di giovani e donne. L’Etiopia, infine, è al contempo Paese di transito,
destinazione e partenza dei migranti irregolari, ospitando inoltre una numerosa
comunità di rifugiati.



Recentemente il Governo Etiopico ha realizzato diverse
riforme per migliorare l’erogazione dei servizi di base e rafforzare la
partecipazione locale nei processi decisionali. Promuove altresì l’empowerment
delle donne, sia a livello economico, offrendo loro opportunità economiche, sia
a livello politico con una maggiore rappresentanza femminile negli organi
decisionali.

Documento strategico di sviluppo nel paese

Il Growth and Transformation Plan II (GTP) 2015/16 – 2019/20, il piano

d’azione quinquennale del Governo Etiopico, che fa seguito al Growth and Transformation Plan 2010/11 –

2014/15
, riafferma l’ambizione etiopica di divenire un Paese a medio

reddito entro il 2025, perseguendo una crescita rapida, ampia e inclusiva. Al

fine di raggiungere tale obiettivo, l’Etiopia intende promuovere la crescita

industriale e valorizzare il settore privato nazionale ed estero per realizzare

una vera e propria trasformazione strutturale dell’economia.



In questo quadro, il

settore manifatturiero, e in particolare l’industria leggera ad alta intensità

di manodopera volta all’esportazione, giocherà un ruolo sempre più

preponderante per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro.

L’Etiopia prevede per i prossimi anni una crescita sostenuta del PIL (11%), il

mantenimento della stabilità macroeconomica (in particolare il controllo

dell’inflazione e dell’indebitamento) e lo sviluppo di politiche economiche

(miglioramento del clima degli investimenti, sviluppo delle piccole e medie

imprese) e fiscali (con un obiettivo di tassazione rispetto al PIL del 17%)

adeguate.



In merito allo sviluppo

sociale, il GTP II punta nei prossimi anni a garantire la qualità e l’equità

nell’erogazione dei servizi di base, identificati come istruzione, sanità,

acqua ed impianti igienico-fognari, agricoltura e strade rurali; riducendo i

divari regionali, quelli basati sul genere e sul reddito e quelli derivanti dal

livello d’istruzione.



Infine il piano di sviluppo

etiopico intende consolidare i meccanismi di partecipazione pubblica (i

cittadini sono concepiti come titolari e contemporaneamente beneficiari dei

risultati dello sviluppo) e rafforzare la stabilità democratica del Paese.

La strategia italiana e settori di intervento

Il

Programma Paese 2017-2019, che prevede iniziative per un ammontare complessivo di 125

milioni di Euro, identifica tre macro-settori

d’intervento prioritari, con due componenti trasversali di promozione

dell’uguaglianza di genere/empowerment

femminile e della sicurezza alimentare. Il totale delle risorse allocate per la

realizzazione del Programma Paese è suddiviso tra 85 milioni finanziati

attraverso crediti d’aiuto  e 40 milioni

a dono. Ciò costituisce un incremento delle risorse pari al 25% rispetto

al precedente Programma Paese 2013-15.



Il

primo macro-settore è indirizzato allo sviluppo agro-economico, inclusivo e

sostenibile. Comprende attività di miglioramento delle filiere agro-pastorali,

sviluppo della capacità industriale manifatturiera (agro-industria e pellame) e

rafforzamento della resilienza nelle aree aride e semiaride.



Il secondo macro-settore riguarda l’accesso ai servizi di base. Prevede interventi

in ambito idrico-sanitario, nell’area della salute e nutrizione e attività mirate

alla protezione dell’ambiente e alla gestione sostenibile delle risorse

naturali.



Il terzo macro-settore mira a contrastare i fenomeni migratori irregolari,

attraverso la realizzazione d’iniziative innovative per la creazione d’impiego

e complementari rispetto all’iniziativa Stemming Irregular Migration in

Northern and Central Ethiopia - SINCE finanziata dall’EU Migration Trust Fund e realizzata dall’Italia. Il terzo macro

settore inoltre promuove il buon governo nel Paese attraverso il sostegno

istituzionale per il rafforzamento delle capacità statistiche nella raccolta e

analisi dei dati e per l’elaborazione di politiche basate su dati affidabili e

di qualità e orientate ai risultati (evidence-based

e resultoriented). Rafforza altresì le capacità istituzionali

degli uffici anagrafici regionali in Etiopia.



Al di là di iniziative specifiche rivolte all’empowerment femminile e alla

sicurezza alimentare, il 5% del budget di ogni iniziativa del Programma Paese

sarà destinato ad attività volte all’uguaglianza di genere.



Il Programma Paese predilige un approccio multisettoriale, volto alla promozione

del concetto di sviluppo integrato. A livello geografico, gli interventi si

concentrano in alcune regioni prioritarie (es. Oromia, SNNPR e Afar).  Alcune iniziative rappresentano la seconda

fase di programmi di successo del recente passato (nel settore dello sviluppo

agricolo/agro-industriale e nella fornitura di servizi di base), contemporaneamente

altre affrontano nuove priorità, quali ad esempio, la gestione dei fenomeni

migratori e la mitigazione degli effetti negativi dei cambiamenti climatici,

attraverso il rafforzamento della resilienza delle comunità più vulnerabili.



Nel realizzare tali iniziative saranno promossi partenariati innovativi. A tal

proposito, la sede AICS di Addis Abeba affiancherà alla tradizionale collaborazione

con i Ministeri di linea etiopici, un maggior coinvolgimento delle Agenzie

Pubbliche Operative. Inoltre, l’approccio strategico adottato privilegia la

realizzazione di un numero limitato di 

iniziative, ma con dotazioni finanziarie rilevanti, nell’ottica di

promozione sia di una concentrazione efficace degli aiuti, sia di una gestione

efficiente delle attività.



La Cooperazione italiana ha

instaurato inoltre un proficuo dialogo sia con le organizzazioni della società

civile che con il settore privato.



Le Organizzazioni

italiane della Società Civile (OSC) ricoprono un ruolo prioritario in Etiopia,

sia nella definizione della strategia di cooperazione della sede AICS di Addis

Abeba sia nella gestione d’iniziative di sviluppo nel Paese. La presenza

capillare delle OSC italiane sul territorio permette di realizzare iniziative

volte al miglioramento delle condizioni delle popolazioni locali, in

collaborazione con partner ed autorità locali, in diversi settori di intervento

quali Salute, WaSH (Water Sanitation and

Hygiene
), Istruzione, Sviluppo rurale. Tramite la gestione diretta di fondi

in loco, la Cooperazione Italiana affida a diverse OSC italiane la

realizzazione di numerose iniziative di sviluppo e umanitarie.



Tradizionalmente rilevante è anche la presenza del settore privato italiano in Etiopia,

testimoniata dall’esistenza, ad Addis Abeba, di un’Associazione (IBCA, Italian Business Community Association).

Gli operatori italiani residenti in Etiopia, impegnati in attività di piccole e

medie imprese di diritto etiopico, sono oltre 200 ed operano prevalentemente

nei seguenti settori: commercio, costruzioni, officine meccaniche,

elettromeccaniche, metalmeccaniche, calzature, pelletteria, turismo,

componentistica per autoveicoli, tipografie, falegnamerie, ristorazione,

materie plastiche, agricoltura ed allevamento. Le principali aziende italiane

che operano in Etiopia sono: l’IVECO, presente nel Paese con una joint venture tra la FIAT e il Governo

etiopico, denominata AMCE (Automotive Manufacturing Company of Ethiopia), la

SALINI Costruzioni, la SIEMENS ITALIA e la SELEX, e non ultima Enel Green

Power, che recentemente ha aperto una filiale ad Addis Abeba.



A partire dal 2014 la

Cooperazione Italiana ha dato vita a una partnership

con ILLY Caffè e UNIDO per lo sviluppo della filiera del caffè, a cui l'azienda

italiana contribuisce tramite l'assistenza tecnica dei propri esperti e borse

di studio per l'Università del Caffè dedicate a beneficiari etiopici del

settore.



Allineamento con la strategia del Governo locale e armonizzazione con gli interventi della comunità dei donatori

L’Etiopia si distingue per la qualità del coordinamento tra i donatori.

Dal 2004 la sede principale di scambio e discussione tra donatori nel Paese è

il DAG (Development Assistance Group),

che comprende 30 agenzie di sviluppo bilaterali e multilaterali che lavorano

con l'Etiopia. È stato creato nel 2001 con l'obiettivo di una maggiore

efficacia nell'erogazione degli aiuti e nel rafforzamento del dialogo politico

con il Governo Etiopico, è coordinato da due co-chair ed è retto da un Executive

Committee
di 9 membri (USAID, Nazioni Unite, DFID, World Bank, EU, African

Development Bank - come membri permanenti -e Italia, Germania e Norvegia come

membri non permanenti). L’Italia è membro non permanente dell’Executive Committee per il biennio

2017-18. Partecipa inoltre all’Effective

Development Taskforce
, gruppo di lavoro che promuove l’attuazione in

Etiopia di un partenariato globale per una cooperazione allo sviluppo efficace.

Infine, in Etiopia sono presenti diversi Forum di coordinamento settoriale,

allineati ai pilastri d’intervento del piano di sviluppo quinquennale etiopico,

il Growth and Transformation Plan II

GTP II 2015/16 – 2019/20.



L'Italia, pur non essendo uno dei principali donatori del Paese, ha comunque come obiettivo quello di lavorare con standard di qualità alti e con il massimo livello di partecipazione ed integrazione nel quadro dei meccanismi di coordinamento. La cooperazione italiana ha assunto un ruolo particolarmente attivo nell'esercizio della Programmazione Congiunta Europea 2017-2020. Questo è volto a garantire l'armonizzazione delle strategie di cooperazione dei Paesi membri in Etiopia e il loro allineamento al GTP II, la prevedibilità degli aiuti e la trasparenza, evitando sovrapposizioni o interventi frammentati, attraverso un processo di divisione del lavoro definito localmente. In seguito ad un’analisi congiunta del contesto sociale, economico e politico etiopico e del piano di sviluppo nazionale, sono stati identificati tre cluster prioritari d’intervento, con tre settori trasversali quali genere, nutrizione e migrazione, nei quali s’intendono promuovere iniziative congiunte e/o un approccio comune, soprattutto nel dialogo con il governo. I tre cluster prioritari sono:



  1. Creazione d’impiego;


  2. Gestione delle risorse naturali;


  3. Buon Governo.




Obiettivi e risultati attesi

L’obiettivo ultimo della Cooperazione Italiana nel

paese è quello di sostenere il Governo Etiopico a realizzare la sua agenda di

sviluppo economico-sociale sostenibile ed inclusivo e divenire un paese a medio

reddito entro il 2025, di concerto con la comunità dei donatori e con le

“eccellenze” del Sistema Italia.



In linea con i settori prioritari della Programmazione

Paese 2017-19, l’Italia intende perseguire tali obiettivi specifici:



  • Sostenere gli

    sforzi del Governo Etiopico per migliorare la qualità, la produttività e la competitività

    dei settori produttivi (agricoltura e industria manifatturiera, in particolare

    l'industria leggera ad alta intensità di manodopera volta all'esportazione);


  • Offrire soluzioni

    sostenibili, di lungo periodo, ai problemi strutturali che colpiscono le

    comunità pastorali e agropastorali nelle aree aride e semiaride del paese;


  • Garantire l’accesso

    universale ai servizi di base e migliorare la qualità e l’equità nella loro

    erogazione con conseguenti progressi in merito all’indice di sviluppo umano;


  • Migliorare la

    situazione nutrizionale nel paese;<


  • Promuovere l'empowerment femminile e dei giovani,

    assicurare la loro partecipazione ai processi di sviluppo e consentire loro di

    beneficiare in maniera equa dei risultati dello sviluppo;


  • Promuovere il

    buon governo e rafforzare le capacità istituzionali a livello federale e locale;


  • Contrastare le

    cause profonde dei flussi migratori irregolari.




Pertanto i risultati attesi prefissati sono:



  • Migliorato il

    clima degli investimenti e incrementata la produttività agricola con

    conseguente rapido processo di industrializzazione, con una dinamica espansione

    del mercato e delle esportazioni;


  • Rafforzata la

    resilienza delle comunità locali residenti in aree periodicamente colpite dalla

    siccità e dai cambiamenti climatici;


  • Incrementato l’accesso

    ai servizi di base di qualità, in particolare acqua, impianti fognari e igiene,

    salute e istruzione e ridotte le ineguaglianze geografiche e tra zone rurali e

    urbane nell’erogazione e qualità dei servizi;


  • Ridotta la

    malnutrizione cronica (stunting) al

    20% entro il 2020 e eliminata entro il 2030;


  • Create nuove

    opportunità economiche e di impiego, soprattutto per donne e giovani, grazie

    anche ad una migliore offerta della formazione professionale e attività

    orientate al mercato, con conseguente riduzione dei fenomeni migratori

    irregolari;


  • Rafforzato il

    buon governo nel paese attraverso il sostegno istituzionale per il miglioramento

    delle capacità statistiche e anagrafiche federali e regionali;


  • Garantita un’effettiva

    partecipazione femminile nei processi di sviluppo socio-economico e di

    democratizzazione nel paese.




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I principali progetti in corso

Destinatario € Risorse utilizzate
Contributo italiano Programma General Education Quality Improvememt Project GEQIP Fase II (GEQIP II)-Contr.Fin.BM ET 7.500.000
Ethiopia-MDG FUND Italian contribution 2013-2015. Financing to recipient government institutions ET 7.000.000
Regional comprehensive response in favor of South Sudanese IDPs and refugees in South Sudan, Ethiopia and Uganda ET 4.000.000
Emergency Programme in response to migration and internal displacement ET 4.000.000
Progetto di assistenza tecnica per il miglioramento dell'industria del pellame in Etiopia II fase -UNIDO ET 2.799.236
Rafforzamento della resilienza degli IDPs e delle comunità ospitanti nella regione Somali dell'Etiopia, e in regioni confinanti con Etiopia, Kenya e Somalia ET 2.500.000
Sviluppo inclusivo e sostenibile delle filiere agricole in Oromia e SNNPR - FAO ET 2.500.000
Emergency Initiative to support vulnerable migrants and returnees in Ethiopia and Djibouti, for a safe and informed migration ET 2.500.000
ITALIAN CONTRIBUTION TO DEVELOPMENT PROGRAMME IN THE FIELD OF EDUCATION (ESDP). POST GRADUATE PROGRAMME - FUND MOE ET 2.390.000
PRINT YOUR FUTURE: DEVELOPMENT OF THE GRAPHIC AND PRINTING FIELD IN ETHIOPIA ET 2.259.890
Approvvigionamento idrico sostenibile per la mitigazione degli effetti della siccità in Etiopia - contributo ad UNICEF ET 2.000.000
Mitigazione delle cause primarie della migrazione illegale nelle regioni, Oromia, Tigray, Amhara, Etiopia ET 2.000.000
El Nino Humanitarian Response Programme in Ethiopia ET 2.000.000
Mitigazione degli effetti della siccità in Etiopia ET 2.000.000
Iniziativa di emergenza a favore dei campi rifugiati eritrei e delle comunità ospitanti nell'area di Shire, Regione del Tigray. ET 2.000.000
Programma di Sviluppo socio-economico e creazione di impiego per giovani e donne nelle regioni ad alta incidenza migratoria ET 2.000.000
Iniziativa di Emergenza in supporto agli sfollati ambientali e alle comunità ospitanti per rafforzare la resilienza nelle regioni ET 2.000.000
CONTRIBUTO ITALIANO AL SDG PF - DONO ET 2.000.000
newborn survival project: quality and innovation for a better access to neonatal health care in Ethiopia ET 1.800.000
SMART - Intervento integrato su Sanitation, Marketing, Agricolture, Rural Development and Transformation ET 1.799.148
Sviluppo capacita impiego giovani e donne settore tessile regioni a maggior incidenza migratoria - UNIDO ET 1.750.000
Mothers and Children First: Health protection maternal-neonatal-infantile at the pastoralist communities of the South Omo Zone Ethiopia ET 1.500.000
Intervention to reduce geographic inequalities in Afar, Gambella, Benishangul Gumuz and Somali with gender and nutrition components ET 1.500.000
More equity and quality of health services in Gambella region ET 1.500.000
Rafforzamento della sostenibilità e inclusività della filiera del caffè attraverso partnership pubblico-privato ET 1.500.000
Rafforzamento dei servizi materno, neonatali, infantili nei distretti di Wolisso, Goro e Wonchi, Etiopia ET 1.499.994
Potenziamento ruolo delle donne per acqua, igiene e sviluppo comunitario nella SNNPRS DIASC ET 1.496.028
PILOTING AN INTEGRATETED AGRO-INDUSTRIAL PARK (IAIP) IN ETIOPIA. ET 1.450.000
Project for the improvement of sanitation and environmental conditions in Addis Ababa UNOPS Multilateral ET 1.449.996
Promoting health and researce in order to give voice to Tigray young people ET 1.422.203