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I dati pubblicati relativi al 2016 sono dati non ancora ufficiali in quanto non convalidati da OCSE - DAC

Info

Popolazione
29.987.800
Crescita demografica
1,25 %
PIL
145.652.695.506 $
PIL pro capite
4.857 $
Fonte: OCSE

Le politiche di cooperazione nel Paese

1. Inquadramento e motivazioni principali della presenza della Cooperazione Italiana

La Cooperazione italiana in Perù ha iniziato ad operare ufficialmente nel 1981, grazie all’“Accordo di cooperazione tecnica” firmato dai governi italiano e peruviano e ampliato successivamente nel 1991 dall'Accordo di cooperazione economica, industriale, scientifica, tecnologica, tecnica e culturale. La presenza delle ONG italiane in Perù risale già agli anni '60 e '70, e il cardine attorno al quale gravita l'impegno italiano è rappresentato dall'Accordo di conversione del debito, firmato nel 2001 e nel 2007 (e recentemente rinnovato fino al 2017). Quest’ultimo,attraverso la creazione di un Fondo di controvalore italo peruviano, ha consentito la conversione del debito non commerciale in più di 200 progetti di sviluppo, per un valore di circa 200 milioni di dollari. 

Un altro passo fondamentale è costituito dagli impegni assunti dall’Italia a sostegno del processo di pace avviato sulla scia degli Accordi di Brasilia del 1998, che sancirono la fine di una serie di conflitti a bassa intensità con l'Ecuador (iniziati nel 1941 e intensificati nel 1995 a causa allo scoppio della Guerra di Cenepa). Inoltre, nell'agosto 2007, l'Italia ha prontamente risposto all'appello lanciato dal governo peruviano in seguito al disastro provocato dal terremoto di Pisco, che ha colpito la regione a sud di Lima, causando, secondo i dati ufficiali, 595 morti e quasi mezzo milione di sfollati. La Cooperazione Italiana ha finanziato un'iniziativa di emergenza e di recupero nella provincia di Chincha, prorogata fino al 2010.

L'Italia ha accompagnato la crescita del Paese nel corso degli ultimi 15 anni, adeguando prontamente gli strumenti di intervento alle necessità specifiche del Paese e passando, nel corso del tempo, da una cooperazione economica, basata su interventi in gestione diretta, a interventi di cooperazione tecnica, centrati sui concetti di capacity building e valorizzazione della proprietà locale. Grazie ai progressi compiuti, il Perù è oggi considerato un Paese a reddito medio-alto, e dal 2012 non è più considerato prioritario dalla Cooperazione Italiana. Tuttavia, a causa dei profondi squilibri che ancora permangono nel Paese, la Cooperazione Italiana prosegue nel suo impegno in attività di sviluppo nel Paese. Il Fondo italo-peruviano ha recentemente pubblicato un bando per la conversione di ulteriori 30 milioni di nuevos soles (circa 13 milioni di dollari) in progetti di sviluppo. Inoltre, l'impegno bilaterale italiano nel settore sanitario (uno dei principali settori strategici) prosegue attraverso l'attuazione della seconda fase del Programma di cooperazione sanitaria bi-nazionale Ecuador-Perù e la terza fase del Programma di assistenza tecnica al Ministero della Salute. Infine, la Cooperazione Italiana sta attualmente negoziando con il governo peruviano due prestiti agevolati, a condizioni estremamente favorevoli, per un totale di 15 milioni di euro.

 

2. Altri donatori internazionali, coordinamento e opportunità di divisione del lavoro, valutazioni congiunte (armonizzazione)

L'evoluzione del Perù negli ultimi anni, con il raggiungimento dello status di Paese a medio-alto reddito, ha comportato il riposizionamento di diversi donatori internazionali. Partner della cooperazione governativa come la Gran Bretagna e la Svezia hanno lasciato il Paese, così come le grandi agenzie non governative, tra cui Oxfam. Diversi partner hanno scelto il Perù come base regionale per il coordinamento dei loro sforzi nella regione andina. Tuttavia, in virtù della persistenza di situazioni tragiche nell’area forestale e nel dipartimento andino, dove le percentuali di povertà e di esclusione sociale interessano anche il 70% della popolazione, nel Paese rimane ancora una massiccia presenza di donatori bilaterali e multilaterali.

L'Agenzia spagnola di cooperazione (AECID) si conferma il principale donatore bilaterale. Vale la pena ricordare, inoltre, la presenza storica di USAID, della cooperazione belga e della tedesca GIZ. A livello multilaterale, l'UE, la Banca di sviluppo dell'America Latina e la Banca Interamericana di Sviluppo sono i principali donatori. I canali di cooperazione più utilizzati dall'UE sono sostegno al bilancio generale (GBS) e il sostegno al bilancio settoriale (SBS).

Il coordinamento e l'armonizzazione delle diverse iniziative a dono di cooperazione allo sviluppo sono affidate all'Agenzia di cooperazione internazionale (APCI) del Ministero degli Affari Esteri peruviano. Le iniziative a credito (prestiti agevolati e fondi di controvalore), sono invece di competenza del Ministero delle Finanze. Nel Paese sono stati istituiti diversi tavoli di coordinamento tematico e l’Italia coordina insieme con il PHO e la cooperazione belga, il tavolo del settore sanitario, partecipando regolarmente al Forum sui diritti umani. 

Inoltre, l'Italia partecipa attivamente agli esercizi di valutazione congiunta, coordinati da APCI nel quadro dell’applicazione dei principi stabiliti dall’Agenda per l’efficacia dell’aiuto e dai successivi aggiornamenti.

 

3. Altre espressioni del sistema della Cooperazione Italiana nel Paese (ONG, Università, Autorità locali, settore privato) e strategie per il loro coinvolgimento

Le ONG italiane operano nel paese da benprima della formalizzazione dell'Accordo quadro del 1998. Attualmente in Perù sono presenti 18 ONG, raggruppate nel COIPE (Coordinamento delle ONG italiane in Perù). Al momento sono in esecuzione due progetti promossi da ONG: l'iniziativa “Integrazione come formazione: rafforzare il Centro IDEAL a favore dei gruppi vulnerabili”, realizzato dalla ONG Dokita e “Energie rinnovabili Bio-gestite”, della ONG Apurimac. Altre sinergie tra la DGCS e la società civile italiana sono realizzate attraverso il fondo fiduciario che l'Italia ha aperto presso la Banca di sviluppo dell'America Latina. Due iniziative promosse dalle ONG Cestas e Icu sono attualmente finanziate attraverso questo strumento finanziario, rispettivamente nei settori della salute e dello sviluppo rurale. In aggiunta a tali iniziative, bisogna tener presente che il Fondo italo peruviano è ancora considerato come uno dei punti di riferimento per la ONG italiane che operano nel Paese.

Accanto al canale non governativo, merita particolare attenzione la cooperazione universitaria, che si esprime in particolar modo attraverso l’iniziativa promossa dal Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale dell'Università di Parma. Quest’ultimo, grazie ad un contributo diretto della DGCS e con la collaborazione dell’ONG Terre des hommes, sta attuando il progetto “Sacha Inchi”, volto a valorizzare la locale produzione rafforzando le politiche di sicurezza alimentare.

Inoltre, meritano particolare attenzione le seguenti iniziative bilaterali attualmente in corso: 

  • “Programma di cooperazione sociale e sanitaria a sostegno del programma transnazionale di sviluppo Perù – Ecuador”, seconda fase, volto al consolidamento del primo sistema sanitario transnazionale della regionale attraverso attività di formazione, institution building e realizzazione di infrastrutture;
  • “Programma bilaterale di assistenza tecnica al Ministero della Salute del Perù”, in procinto di entrare nella sua terza fase. L'iniziativa è riuscita nel corso degli anni a diventare la piattaforma istituzionale necessaria per incanalare le competenze del sistema universitario italiano, con missioni di personale docente e non docente dell'Università di Parma, Bocconi di Milano e l'Università di Roma. 

 

Nel corso dei prossimi tre anni, e in vista dell'inizio del meccanismo di prestito agevolato, sarà di cruciale importanza rafforzare il Sistema Italia in Perù attraverso azioni di assistenza tecnica e formazione.

 

4. Obiettivi generali della Cooperazione Italiana nel Paese, condivisione con le controparti e coerenza con le linee guida internazionali sull’efficacia dell’aiuto 

L'obiettivo generale delle attività della Cooperazione italiana per il periodo 2013 - 2015 sarà sostenere i piani di sviluppo settoriali sviluppati a livello centrale e locale dalle autorità peruviane, nel quadro della Dichiarazione di Parigi, degli accordi di Accra e come ribadito nel 2011 a Busan. 

La Cooperazione bilaterale italiana è impegnata in particolar modo in due settori prioritari: 

  • sanità pubblica e transfrontaliera: garantendo il buon funzionamento del sistema sanitario transnazionale integrato, con personale adeguatamente formato, al fine di migliorare il loro approccio in termini di qualità e interculturalità e fornendo assistenza tecnica al Ministero della Salute peruviano, nell'ambito dell’attuazione della “Reforma Nacional del Aseguramiento Universal en Salud”;
  • microcredito: favorendo politiche di inclusione e alfabetizzazione finanziaria. 

Gli obiettivi e le strategie di intervento sono condivisi con le controparti locali, sia nella formulazione sia nelle fasi successive di attuazione.

Il Fondo italo-peruviano prevede una forma di co-gestione attraverso la presenza di un co-regista italiano e del suo omologo peruviano. La partecipazione della società civile è garantita sia dal puntuale coordinamento con le ONG italiane, sia dal Fondo stesso, che, attraverso la struttura del Comitato Tecnico, richiede la presenza di rappresentanti della società civile e delle comunità indigene peruviane.

 

5. Settori d’intervento e risultati attesi.

A seguito delle consultazioni svolte dall’UTL di La Paz e dall'Ambasciata italiana in Perù con le controparti nazionali e gli attori internazionali, sono state individuate come prioritarie le seguenti aree di intervento: 

  • sanità e salute pubblica;
  • microcredito e microfinanza;
  • institution building e rafforzamento istituzionale.

Per il periodo 2013-2015, sono in programma le seguenti iniziative: 

Sanità e supporto al processo di riforma sanitaria (13.673.164,03 euro) 

  • “Programma di cooperazione sociale e sanitaria a sostegno del programma transnazionale di sviluppo Perù – Ecuador, seconda fase”. L'importo, sia per la componente di sostegno al bilancio, sia per il fondo in loco, è di  943.716,33 euro; 
  • “Programma bilaterale di assistenza tecnica al Ministero della Salute del Perù”. Le attività in corso sono in procinto di concludersi e ammontano a circa 296.250 euro; 
  • prestito agevolato per un programma di “Estensione dei servizi integrati di prevenzione di gravidanze adolescenziali nelle regioni di Ucayali, Loreto e Amazonas”, per un importo di 7.500.000 euro.

Microcredito e microfinanza (7,6 milioni di euro): 

  • “Programma di inclusione finanziaria e produttiva attraverso lo strumento del microcredito nei dipartimenti di Apurimac, Ayacucho e Huancavelica”, a favore della Banca Finanziaria per lo Sviluppo (COFIDE), finanziato da un prestito agevolato di 7,5 milioni di euro e da una componente a dono di 100.000 euro per l'istituzione di un fondo esperti. Durata prevista: tre anni. 

Institution building e rafforzamento istituzionale (300.000 euro) 

  • L'assistenza tecnica italiana al programma di conversione del debito dovrebbe continuare per i prossimi tre anni. Si ritiene che l'impegno di spesa italiano poggerà su un importo complessivo di 300.000 euro, divisi tra il fondo esperti e il fondo in loco. L'Italia continuerà a promuovere e rafforzare il Sistema Italia in Perù, facilitando l'intervento della cooperazione non governativa e decentrata e favorendo fruttuose sinergie con la cooperazione governativa, sia italiana che internazionale, principalmente  nel settore sanitario ma anche nel campo dell'inclusione sociale, della protezione dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile.
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Info

Popolazione
29.987.800
Crescita demografica
1,25 %
PIL
145.652.695.506 $
PIL pro capite
4.857 $
Fonte: OCSE

Gli aiuti nel tempo

Le variazioni negli anni delle risorse impegnante ed erogate per l'aiuto pubblico bilaterale e multi-bilaterale.



Impegnati
Erogati

Year Impegnati Erogati
2004 3.66530902e+12 5.037394209e+12
2005 3.6506090306e+12 2.11639969e+12
2006 4.9667681758e+12 2.73069524118e+12
2007 2.8422661885e+12 3.25054977e+12
2008 7.8817481049e+12 7.54292519e+12
2009 6.58735886e+12 6.65370767e+12
2010 5.08992938e+12 7.49396361725e+12
2011 3.76218285e+12 7.78677065e+12
2012 3.75928e+12 2.47157e+12
2013 3.79275e+12 3.65684e+12
2014 3.91863e+12 2.40789e+12
2015 3.78458542e+12 4.30410417e+12
2016 4.40183835e+12 2.7448574e+12

96 Mostra la lista dei progetti

I progetti della cooperazione italiana nel mondo

€ 4.401.838

I fondi complessivi impegnati

€ 2.744.857

I fondi complessivi erogati

Per cosa vengono utilizzati?

Lo scopo / settore di destinazione di un contributo bilaterale viene identificato rispondendo alla domanda "quale settore specifico della struttura economica e sociale del destinatario il trasferimento è destinato a promuovere". La classificazione per settore non fa riferimento al tipo di beni o servizi forniti dal donatore ma al settore a cui sono diretti: ad esempio la formazione in agricoltura non viene riportata nel settore Educazione ma Agricoltura, la costruzione di infrastrutture per lo stoccaggio agricolo non viene riportata nel settore Costruzione ma Agricoltura, ecc leggi tutto chiudi

Con quali strumenti?

Identifica le modalità utilizzate nell’erogazione dell’aiuto e prende a riferimento il primo destinatario (ad esempio, il paese beneficiario, un organismo multilaterale, o un fondo comune) che riceve i fondi direttamente dal donatore. leggi tutto chiudi

Chi finanzia?

Enti governativi (a livello centrale, statale o locale) che finanziano le iniziative di Aiuto Pubblico allo Sviluppo con fondi attinti direttamente dal proprio bilancio.
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Le politiche di cooperazione nel Paese

1. Inquadramento e motivazioni principali della presenza della Cooperazione Italiana

La Cooperazione italiana in Perù ha iniziato ad operare ufficialmente nel 1981, grazie all’“Accordo di cooperazione tecnica” firmato dai governi italiano e peruviano e ampliato successivamente nel 1991 dall'Accordo di cooperazione economica, industriale, scientifica, tecnologica, tecnica e culturale. La presenza delle ONG italiane in Perù risale già agli anni '60 e '70, e il cardine attorno al quale gravita l'impegno italiano è rappresentato dall'Accordo di conversione del debito, firmato nel 2001 e nel 2007 (e recentemente rinnovato fino al 2017). Quest’ultimo,attraverso la creazione di un Fondo di controvalore italo peruviano, ha consentito la conversione del debito non commerciale in più di 200 progetti di sviluppo, per un valore di circa 200 milioni di dollari. 

Un altro passo fondamentale è costituito dagli impegni assunti dall’Italia a sostegno del processo di pace avviato sulla scia degli Accordi di Brasilia del 1998, che sancirono la fine di una serie di conflitti a bassa intensità con l'Ecuador (iniziati nel 1941 e intensificati nel 1995 a causa allo scoppio della Guerra di Cenepa). Inoltre, nell'agosto 2007, l'Italia ha prontamente risposto all'appello lanciato dal governo peruviano in seguito al disastro provocato dal terremoto di Pisco, che ha colpito la regione a sud di Lima, causando, secondo i dati ufficiali, 595 morti e quasi mezzo milione di sfollati. La Cooperazione Italiana ha finanziato un'iniziativa di emergenza e di recupero nella provincia di Chincha, prorogata fino al 2010.

L'Italia ha accompagnato la crescita del Paese nel corso degli ultimi 15 anni, adeguando prontamente gli strumenti di intervento alle necessità specifiche del Paese e passando, nel corso del tempo, da una cooperazione economica, basata su interventi in gestione diretta, a interventi di cooperazione tecnica, centrati sui concetti di capacity building e valorizzazione della proprietà locale. Grazie ai progressi compiuti, il Perù è oggi considerato un Paese a reddito medio-alto, e dal 2012 non è più considerato prioritario dalla Cooperazione Italiana. Tuttavia, a causa dei profondi squilibri che ancora permangono nel Paese, la Cooperazione Italiana prosegue nel suo impegno in attività di sviluppo nel Paese. Il Fondo italo-peruviano ha recentemente pubblicato un bando per la conversione di ulteriori 30 milioni di nuevos soles (circa 13 milioni di dollari) in progetti di sviluppo. Inoltre, l'impegno bilaterale italiano nel settore sanitario (uno dei principali settori strategici) prosegue attraverso l'attuazione della seconda fase del Programma di cooperazione sanitaria bi-nazionale Ecuador-Perù e la terza fase del Programma di assistenza tecnica al Ministero della Salute. Infine, la Cooperazione Italiana sta attualmente negoziando con il governo peruviano due prestiti agevolati, a condizioni estremamente favorevoli, per un totale di 15 milioni di euro.

 

2. Altri donatori internazionali, coordinamento e opportunità di divisione del lavoro, valutazioni congiunte (armonizzazione)

L'evoluzione del Perù negli ultimi anni, con il raggiungimento dello status di Paese a medio-alto reddito, ha comportato il riposizionamento di diversi donatori internazionali. Partner della cooperazione governativa come la Gran Bretagna e la Svezia hanno lasciato il Paese, così come le grandi agenzie non governative, tra cui Oxfam. Diversi partner hanno scelto il Perù come base regionale per il coordinamento dei loro sforzi nella regione andina. Tuttavia, in virtù della persistenza di situazioni tragiche nell’area forestale e nel dipartimento andino, dove le percentuali di povertà e di esclusione sociale interessano anche il 70% della popolazione, nel Paese rimane ancora una massiccia presenza di donatori bilaterali e multilaterali.

L'Agenzia spagnola di cooperazione (AECID) si conferma il principale donatore bilaterale. Vale la pena ricordare, inoltre, la presenza storica di USAID, della cooperazione belga e della tedesca GIZ. A livello multilaterale, l'UE, la Banca di sviluppo dell'America Latina e la Banca Interamericana di Sviluppo sono i principali donatori. I canali di cooperazione più utilizzati dall'UE sono sostegno al bilancio generale (GBS) e il sostegno al bilancio settoriale (SBS).

Il coordinamento e l'armonizzazione delle diverse iniziative a dono di cooperazione allo sviluppo sono affidate all'Agenzia di cooperazione internazionale (APCI) del Ministero degli Affari Esteri peruviano. Le iniziative a credito (prestiti agevolati e fondi di controvalore), sono invece di competenza del Ministero delle Finanze. Nel Paese sono stati istituiti diversi tavoli di coordinamento tematico e l’Italia coordina insieme con il PHO e la cooperazione belga, il tavolo del settore sanitario, partecipando regolarmente al Forum sui diritti umani. 

Inoltre, l'Italia partecipa attivamente agli esercizi di valutazione congiunta, coordinati da APCI nel quadro dell’applicazione dei principi stabiliti dall’Agenda per l’efficacia dell’aiuto e dai successivi aggiornamenti.

 

3. Altre espressioni del sistema della Cooperazione Italiana nel Paese (ONG, Università, Autorità locali, settore privato) e strategie per il loro coinvolgimento

Le ONG italiane operano nel paese da benprima della formalizzazione dell'Accordo quadro del 1998. Attualmente in Perù sono presenti 18 ONG, raggruppate nel COIPE (Coordinamento delle ONG italiane in Perù). Al momento sono in esecuzione due progetti promossi da ONG: l'iniziativa “Integrazione come formazione: rafforzare il Centro IDEAL a favore dei gruppi vulnerabili”, realizzato dalla ONG Dokita e “Energie rinnovabili Bio-gestite”, della ONG Apurimac. Altre sinergie tra la DGCS e la società civile italiana sono realizzate attraverso il fondo fiduciario che l'Italia ha aperto presso la Banca di sviluppo dell'America Latina. Due iniziative promosse dalle ONG Cestas e Icu sono attualmente finanziate attraverso questo strumento finanziario, rispettivamente nei settori della salute e dello sviluppo rurale. In aggiunta a tali iniziative, bisogna tener presente che il Fondo italo peruviano è ancora considerato come uno dei punti di riferimento per la ONG italiane che operano nel Paese.

Accanto al canale non governativo, merita particolare attenzione la cooperazione universitaria, che si esprime in particolar modo attraverso l’iniziativa promossa dal Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale dell'Università di Parma. Quest’ultimo, grazie ad un contributo diretto della DGCS e con la collaborazione dell’ONG Terre des hommes, sta attuando il progetto “Sacha Inchi”, volto a valorizzare la locale produzione rafforzando le politiche di sicurezza alimentare.

Inoltre, meritano particolare attenzione le seguenti iniziative bilaterali attualmente in corso: 

  • “Programma di cooperazione sociale e sanitaria a sostegno del programma transnazionale di sviluppo Perù – Ecuador”, seconda fase, volto al consolidamento del primo sistema sanitario transnazionale della regionale attraverso attività di formazione, institution building e realizzazione di infrastrutture;
  • “Programma bilaterale di assistenza tecnica al Ministero della Salute del Perù”, in procinto di entrare nella sua terza fase. L'iniziativa è riuscita nel corso degli anni a diventare la piattaforma istituzionale necessaria per incanalare le competenze del sistema universitario italiano, con missioni di personale docente e non docente dell'Università di Parma, Bocconi di Milano e l'Università di Roma. 

 

Nel corso dei prossimi tre anni, e in vista dell'inizio del meccanismo di prestito agevolato, sarà di cruciale importanza rafforzare il Sistema Italia in Perù attraverso azioni di assistenza tecnica e formazione.

 

4. Obiettivi generali della Cooperazione Italiana nel Paese, condivisione con le controparti e coerenza con le linee guida internazionali sull’efficacia dell’aiuto 

L'obiettivo generale delle attività della Cooperazione italiana per il periodo 2013 - 2015 sarà sostenere i piani di sviluppo settoriali sviluppati a livello centrale e locale dalle autorità peruviane, nel quadro della Dichiarazione di Parigi, degli accordi di Accra e come ribadito nel 2011 a Busan. 

La Cooperazione bilaterale italiana è impegnata in particolar modo in due settori prioritari: 

  • sanità pubblica e transfrontaliera: garantendo il buon funzionamento del sistema sanitario transnazionale integrato, con personale adeguatamente formato, al fine di migliorare il loro approccio in termini di qualità e interculturalità e fornendo assistenza tecnica al Ministero della Salute peruviano, nell'ambito dell’attuazione della “Reforma Nacional del Aseguramiento Universal en Salud”;
  • microcredito: favorendo politiche di inclusione e alfabetizzazione finanziaria. 

Gli obiettivi e le strategie di intervento sono condivisi con le controparti locali, sia nella formulazione sia nelle fasi successive di attuazione.

Il Fondo italo-peruviano prevede una forma di co-gestione attraverso la presenza di un co-regista italiano e del suo omologo peruviano. La partecipazione della società civile è garantita sia dal puntuale coordinamento con le ONG italiane, sia dal Fondo stesso, che, attraverso la struttura del Comitato Tecnico, richiede la presenza di rappresentanti della società civile e delle comunità indigene peruviane.

 

5. Settori d’intervento e risultati attesi.

A seguito delle consultazioni svolte dall’UTL di La Paz e dall'Ambasciata italiana in Perù con le controparti nazionali e gli attori internazionali, sono state individuate come prioritarie le seguenti aree di intervento: 

  • sanità e salute pubblica;
  • microcredito e microfinanza;
  • institution building e rafforzamento istituzionale.

Per il periodo 2013-2015, sono in programma le seguenti iniziative: 

Sanità e supporto al processo di riforma sanitaria (13.673.164,03 euro) 

  • “Programma di cooperazione sociale e sanitaria a sostegno del programma transnazionale di sviluppo Perù – Ecuador, seconda fase”. L'importo, sia per la componente di sostegno al bilancio, sia per il fondo in loco, è di  943.716,33 euro; 
  • “Programma bilaterale di assistenza tecnica al Ministero della Salute del Perù”. Le attività in corso sono in procinto di concludersi e ammontano a circa 296.250 euro; 
  • prestito agevolato per un programma di “Estensione dei servizi integrati di prevenzione di gravidanze adolescenziali nelle regioni di Ucayali, Loreto e Amazonas”, per un importo di 7.500.000 euro.

Microcredito e microfinanza (7,6 milioni di euro): 

  • “Programma di inclusione finanziaria e produttiva attraverso lo strumento del microcredito nei dipartimenti di Apurimac, Ayacucho e Huancavelica”, a favore della Banca Finanziaria per lo Sviluppo (COFIDE), finanziato da un prestito agevolato di 7,5 milioni di euro e da una componente a dono di 100.000 euro per l'istituzione di un fondo esperti. Durata prevista: tre anni. 

Institution building e rafforzamento istituzionale (300.000 euro) 

  • L'assistenza tecnica italiana al programma di conversione del debito dovrebbe continuare per i prossimi tre anni. Si ritiene che l'impegno di spesa italiano poggerà su un importo complessivo di 300.000 euro, divisi tra il fondo esperti e il fondo in loco. L'Italia continuerà a promuovere e rafforzare il Sistema Italia in Perù, facilitando l'intervento della cooperazione non governativa e decentrata e favorendo fruttuose sinergie con la cooperazione governativa, sia italiana che internazionale, principalmente  nel settore sanitario ma anche nel campo dell'inclusione sociale, della protezione dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile.