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I dati pubblicati relativi al 2016 sono dati non ancora ufficiali in quanto non convalidati da OCSE - DAC

Info

Popolazione
17.157.042
Crescita demografica
3,84 %
PIL
4.857.207.487 $
PIL pro capite
283 $
Fonte: OCSE

Le politiche di cooperazione nel Paese

1. Inquadramento e motivazioni della presenza italiana di cooperazione

L’assetto politico del Niger è stato caratterizzato negli anni recenti da tensioni in ordine all’assetto costituzionale del Paese e nel 2010 ha visto un colpo di stato guidato dal generale Salou Djibo volto a prevenire la ricandidatura per il terzo mandato del Presidente all’ora in carica. Dopo il ripristino dell’ordine democratico, promesso ed attuato dai militari, e l’elezione del nuovo Presidente Mahamadou Issoufou, si è però aggiunta la sempre più complessa situazione d’insicurezza nelle regioni del Nord per via della presenza di gruppi insurrezionali di marca integralista come Al-Qaida nel Maghreb Islamico e Boko Haram. Questa situazione si aggiunge alle difficoltà climatiche e ambientali che caratterizzano la regione e il Paese, con riflessi sulla produzione alimentare. La situazione attuale, in definitiva, induce a ritenere che saranno parzialmente raggiunti solo due degli otto MDGs (ridurre la mortalità infantile e combattere l’HIV). Nonostante i progressi nell’educazione pubblica, il tasso di alfabetizzazione è solo del 28,7% e l’attenzione rivolta alla scolarizzazione secondaria appare insufficiente.

Nonostante le difficoltà la Cooperazione Italiana ha mantenuto costanti dagli anni Ottanta i flussi di aiuto a favore del Niger. Complessivamente, nel periodo 1984-2012, sono stati destinati al Paese finanziamenti a dono per un totale di quasi 135 milioni di euro. La DGCS è stata presente nel Paese in diversi settori: l’esperienza ventennale nella lotta alla desertificazione fa dell’Italia un donatore privilegiato in qualsiasi attività orientata allo sviluppo rurale nel Paese.

A ciò si aggiunge il crescente interesse verso interventi di sanità e di formazione medica, con un programma di formazione in corso che risponde all’importante richiesta di rafforzamento delle capacità e di miglioramento delle risorse umane nel rispetto dei principi di ownership e armonizzazione degli interventi.

 

2. Altri donatori internazionali di rilievo, coordinamento e possibilità di divisione del lavoro, esercizi di valutazione congiunta (harmonization - armonizzazione)

Il flusso d’interventi si è focalizzato, durante il periodo di governo militare,  sul settore dell’emergenza, ed in particolare negli aiuti alimentari, per riprendere su scala più ampia dopo il ritorno alle regolari elezioni presidenziali.

L’Unione Europea e molti altri partner hanno deciso di riattivare il loro sostegno tecnico e finanziario, in occasione del ritorno completo alla democrazia. In questo contesto, la cooperazione internazionale si è concentrata sul sostegno all’attuazione da parte del Governo nigerino della “Stratégie de Développement Accéléré et de Réduction de la Pauvreté” (SDARP) per il periodo 2008-2012.

Il gruppo OCSE-DAC e la Delegazione dell’Unione Europea assicurano il coordinamento dei donatori in loco: nel 2011 il gruppo OCSE-DAC ha effettuato la valutazione periodica sull’efficacia dell’intervento dei donatori, mentre la Delegazione UE – alle cui attività l’Italia ha partecipa attivamente – ha intrapreso recentemente un percorso per una più efficace divisione del lavoro tra i partner.

Tale divisione del lavoro, che punta a settorializzare l’intervento e concentrare ogni donatore su tre settori d’azione per una migliore armonizzazione e una riduzione dei costi di transizione, è un processo che la DGCS segue con particolare impegno e interesse, anche alla luce dei tagli sopravvenuti, che rendono necessaria una migliore canalizzazione degli interventi, la riduzione degli sprechi e una maggior efficacia.

 

3. Altre espressioni del Sistema italiano di Cooperazione presenti nel Paese (Ong, Università, enti locali, settore privato) ed eventuali modalità di un loro coinvolgimento

Significativa in Niger è la collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) sul progetto “Adattamento ai cambiamenti climatici, prevenzione delle catastrofi e sviluppo agricolo per la sicurezza alimentare - ANADIA" che intende affrontare il problema delle catastrofi in ambito rurale, in particolare inondazioni e siccità, che affliggono il Niger e che ogni anno mettono a rischio la stessa incolumità delle popolazioni. L’iniziativa ha visto anche la collaborazione del CNR con la Direzione della Meteorologia del Niger e con l’associazione nigerina corrispondente di Afrique Verte.

Il Sistema Italia in Niger è inoltre arricchito da una discreta presenza di ONG italiane, che lavorano prevalentemente nel settore sanitario e della sicurezza alimentare. Si ricercherà, laddove possibile, un maggiore coinvolgimento di tutti gli attori del sistema italiano di cooperazione presenti nel Paese nell’identificazione e nell’implementazione delle azioni prioritarie da condurre nel Paese.

 

4. Obiettivi generali della cooperazione italiana nel Paese, loro condivisione con la controparte e loro coerenza con gli orientamenti internazionali in materia di efficacia dello sviluppo

Le iniziative della cooperazione italiana si pongono nel solco delle priorità identificate dal 2012-2015 Economic and Social Development Plan (PDES), il documento strategico elaborato dalle Autorità nigerine per lo sviluppo di medio-lungo periodo, in una prospettiva di sintonia con gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Esse sono: sicurezza alimentare, governance, sviluppo del capitale umano e sviluppo delle infrastrutture.

L’implementazione del PDES è affidata ad un sistema che include un PDES Advisory Board, presieduto dal Primo Ministro, ed un Segretario Permanente sotto la direzione del Ministero per la Programmazione, la Gestione della Terra e lo Sviluppo della Comunità, creato appositamente per promuovere, programmare e coordinare le strategie di sviluppo e per monitorare e valutare le attività.

La cooperazione italiana condivide l’obiettivo generale di lungo periodo del Governo nigerino, cioè quello di una distribuzione più equa dei benefici della crescita in modo da creare le condizioni più favorevoli per la nascita di una classe media in Niger. Nel breve periodo, è stato tuttavia privilegiato l’impegno sul versante della sicurezza alimentare e dello sviluppo rurale, nel tentativo di capitalizzare i risultati fin qui ottenuti e di far fronte alle difficili condizioni di vita della popolazione, in un approccio sistemico che guarda all’intera regione del Sahel.

 

5. Settori prioritari d’intervento e risultati attesi

La Cooperazione Italiana ha svolto in passato il ruolo di capofila nel settore della lotta alla desertificazione, finanziando interventi realizzati con UNOPS, il CILSS (Comité permanent Inter-Etats de Lutte contre la Sécheresse dans le Sahel) e la FAO. Da rilevare, in tale contesto, è il Programma di Sviluppo Locale nell’Ader Doutchi Maggia (PDL/ADM), noto come “Progetto Keita”, del valore di circa 50 milioni di euro e durato circa 25 anni, con il quale l’Italia ha brillantemente contribuito a rilanciare l’agricoltura in una delle zone più aride del Sahel, concentrando la strategia di intervento da un lato sullo sviluppo sostenibile tra cambiamenti climatici e pressione umana, e dall’altro sull’acqua come fattore essenziale di sviluppo.

Dal 2006 l’azione italiana si è estesa anche al settore sanitario, con un programma di formazione che risponde all’importante domanda di rafforzamento delle capacità e di miglioramento delle risorse umane, carenti nel Paese, nel rispetto dei principi di ownership e di armonizzazione degli interventi.

Più di recente, oltre a sostenere la tradizionale presenza di organizzazioni non governative sul territorio nigerino, la Cooperazione italiana ha operato a favore di Niamey attraverso interventi di emergenza per un valore di circa 4,6 milioni di euro nel quadriennio 2008-2012.

Particolare attenzione è stata riservata al settore alimentare, stante l’elevata vulnerabilità che il Niger presenta (al pari degli altri paesi del Sahel) per ragioni strutturali (condizioni climatiche, forte crescita demografica, povertà cronica, siccità e insufficienza di pascoli, ridotto numero di strutture in grado di contrastare la malnutrizione infantile).

A partire dal 2012, il Niger è stato confermato nel novero dei Paesi prioritari della cooperazione allo sviluppo. Nello stesso 2012 è stato possibile impegnare sul canale bilaterale un contributo di 500.000 € per un progetto realizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, volto alla prevenzione dei disastri naturali ed allo sviluppo di un’agricoltura sostenibile, adattata ai cambiamenti climatici e meno vulnerabile agli eventi estremi.

A seguito di una richiesta nigerina, l’Italia si è inoltre impegnata, in occasione della Tavola Rotonda sul finanziamento del Piano di Sviluppo economico e sociale 2012-2015 del Niger, tenutasi a Parigi il 13 e 14 novembre 2012, ad assicurare un credito di aiuto di 20 milioni di euro a sostegno del programma nazionale sulla sicurezza alimentare, in collaborazione con l’IFAD. A fine 2014 è stato firmato l’Accordo bilaterale Italia – Niger e l’intervento è attualmente in fase di avvio.

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Info

Popolazione
17.157.042
Crescita demografica
3,84 %
PIL
4.857.207.487 $
PIL pro capite
283 $
Fonte: OCSE

Gli aiuti nel tempo

Le variazioni negli anni delle risorse impegnante ed erogate per l'aiuto pubblico bilaterale e multi-bilaterale.



Impegnati
Erogati

Year Impegnati Erogati
2004 1.4402371e+12 1.463831385e+12
2005 8.7245909e+11 9.3117779e+11
2006 4.5768797699e+12 4.27479041801e+12
2007 3.48475927e+12 1.83036982e+12
2008 2.86723519e+12 3.50278482e+12
2009 2.44142667e+12 2.70570108e+12
2010 1.79808671e+12 2.28029286e+12
2011 2.35376414e+12 3.7698786e+11
2012 2.47643e+12 1.12733e+12
2013 2.72637e+12 1.39724e+12
2014 2.051884e+13 2.59093e+12
2015 3.91437265e+12 2.39615932e+12
2016 5.4958155e+11 1.43572123e+12

26 Mostra la lista dei progetti

I progetti della cooperazione italiana nel mondo

€ 549.582

I fondi complessivi impegnati

€ 1.435.721

I fondi complessivi erogati

Per cosa vengono utilizzati?

Lo scopo / settore di destinazione di un contributo bilaterale viene identificato rispondendo alla domanda "quale settore specifico della struttura economica e sociale del destinatario il trasferimento è destinato a promuovere". La classificazione per settore non fa riferimento al tipo di beni o servizi forniti dal donatore ma al settore a cui sono diretti: ad esempio la formazione in agricoltura non viene riportata nel settore Educazione ma Agricoltura, la costruzione di infrastrutture per lo stoccaggio agricolo non viene riportata nel settore Costruzione ma Agricoltura, ecc leggi tutto chiudi

Con quali strumenti?

Identifica le modalità utilizzate nell’erogazione dell’aiuto e prende a riferimento il primo destinatario (ad esempio, il paese beneficiario, un organismo multilaterale, o un fondo comune) che riceve i fondi direttamente dal donatore. leggi tutto chiudi

Chi finanzia?

Enti governativi (a livello centrale, statale o locale) che finanziano le iniziative di Aiuto Pubblico allo Sviluppo con fondi attinti direttamente dal proprio bilancio.
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Le politiche di cooperazione nel Paese

1. Inquadramento e motivazioni della presenza italiana di cooperazione

L’assetto politico del Niger è stato caratterizzato negli anni recenti da tensioni in ordine all’assetto costituzionale del Paese e nel 2010 ha visto un colpo di stato guidato dal generale Salou Djibo volto a prevenire la ricandidatura per il terzo mandato del Presidente all’ora in carica. Dopo il ripristino dell’ordine democratico, promesso ed attuato dai militari, e l’elezione del nuovo Presidente Mahamadou Issoufou, si è però aggiunta la sempre più complessa situazione d’insicurezza nelle regioni del Nord per via della presenza di gruppi insurrezionali di marca integralista come Al-Qaida nel Maghreb Islamico e Boko Haram. Questa situazione si aggiunge alle difficoltà climatiche e ambientali che caratterizzano la regione e il Paese, con riflessi sulla produzione alimentare. La situazione attuale, in definitiva, induce a ritenere che saranno parzialmente raggiunti solo due degli otto MDGs (ridurre la mortalità infantile e combattere l’HIV). Nonostante i progressi nell’educazione pubblica, il tasso di alfabetizzazione è solo del 28,7% e l’attenzione rivolta alla scolarizzazione secondaria appare insufficiente.

Nonostante le difficoltà la Cooperazione Italiana ha mantenuto costanti dagli anni Ottanta i flussi di aiuto a favore del Niger. Complessivamente, nel periodo 1984-2012, sono stati destinati al Paese finanziamenti a dono per un totale di quasi 135 milioni di euro. La DGCS è stata presente nel Paese in diversi settori: l’esperienza ventennale nella lotta alla desertificazione fa dell’Italia un donatore privilegiato in qualsiasi attività orientata allo sviluppo rurale nel Paese.

A ciò si aggiunge il crescente interesse verso interventi di sanità e di formazione medica, con un programma di formazione in corso che risponde all’importante richiesta di rafforzamento delle capacità e di miglioramento delle risorse umane nel rispetto dei principi di ownership e armonizzazione degli interventi.

 

2. Altri donatori internazionali di rilievo, coordinamento e possibilità di divisione del lavoro, esercizi di valutazione congiunta (harmonization - armonizzazione)

Il flusso d’interventi si è focalizzato, durante il periodo di governo militare,  sul settore dell’emergenza, ed in particolare negli aiuti alimentari, per riprendere su scala più ampia dopo il ritorno alle regolari elezioni presidenziali.

L’Unione Europea e molti altri partner hanno deciso di riattivare il loro sostegno tecnico e finanziario, in occasione del ritorno completo alla democrazia. In questo contesto, la cooperazione internazionale si è concentrata sul sostegno all’attuazione da parte del Governo nigerino della “Stratégie de Développement Accéléré et de Réduction de la Pauvreté” (SDARP) per il periodo 2008-2012.

Il gruppo OCSE-DAC e la Delegazione dell’Unione Europea assicurano il coordinamento dei donatori in loco: nel 2011 il gruppo OCSE-DAC ha effettuato la valutazione periodica sull’efficacia dell’intervento dei donatori, mentre la Delegazione UE – alle cui attività l’Italia ha partecipa attivamente – ha intrapreso recentemente un percorso per una più efficace divisione del lavoro tra i partner.

Tale divisione del lavoro, che punta a settorializzare l’intervento e concentrare ogni donatore su tre settori d’azione per una migliore armonizzazione e una riduzione dei costi di transizione, è un processo che la DGCS segue con particolare impegno e interesse, anche alla luce dei tagli sopravvenuti, che rendono necessaria una migliore canalizzazione degli interventi, la riduzione degli sprechi e una maggior efficacia.

 

3. Altre espressioni del Sistema italiano di Cooperazione presenti nel Paese (Ong, Università, enti locali, settore privato) ed eventuali modalità di un loro coinvolgimento

Significativa in Niger è la collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) sul progetto “Adattamento ai cambiamenti climatici, prevenzione delle catastrofi e sviluppo agricolo per la sicurezza alimentare - ANADIA" che intende affrontare il problema delle catastrofi in ambito rurale, in particolare inondazioni e siccità, che affliggono il Niger e che ogni anno mettono a rischio la stessa incolumità delle popolazioni. L’iniziativa ha visto anche la collaborazione del CNR con la Direzione della Meteorologia del Niger e con l’associazione nigerina corrispondente di Afrique Verte.

Il Sistema Italia in Niger è inoltre arricchito da una discreta presenza di ONG italiane, che lavorano prevalentemente nel settore sanitario e della sicurezza alimentare. Si ricercherà, laddove possibile, un maggiore coinvolgimento di tutti gli attori del sistema italiano di cooperazione presenti nel Paese nell’identificazione e nell’implementazione delle azioni prioritarie da condurre nel Paese.

 

4. Obiettivi generali della cooperazione italiana nel Paese, loro condivisione con la controparte e loro coerenza con gli orientamenti internazionali in materia di efficacia dello sviluppo

Le iniziative della cooperazione italiana si pongono nel solco delle priorità identificate dal 2012-2015 Economic and Social Development Plan (PDES), il documento strategico elaborato dalle Autorità nigerine per lo sviluppo di medio-lungo periodo, in una prospettiva di sintonia con gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Esse sono: sicurezza alimentare, governance, sviluppo del capitale umano e sviluppo delle infrastrutture.

L’implementazione del PDES è affidata ad un sistema che include un PDES Advisory Board, presieduto dal Primo Ministro, ed un Segretario Permanente sotto la direzione del Ministero per la Programmazione, la Gestione della Terra e lo Sviluppo della Comunità, creato appositamente per promuovere, programmare e coordinare le strategie di sviluppo e per monitorare e valutare le attività.

La cooperazione italiana condivide l’obiettivo generale di lungo periodo del Governo nigerino, cioè quello di una distribuzione più equa dei benefici della crescita in modo da creare le condizioni più favorevoli per la nascita di una classe media in Niger. Nel breve periodo, è stato tuttavia privilegiato l’impegno sul versante della sicurezza alimentare e dello sviluppo rurale, nel tentativo di capitalizzare i risultati fin qui ottenuti e di far fronte alle difficili condizioni di vita della popolazione, in un approccio sistemico che guarda all’intera regione del Sahel.

 

5. Settori prioritari d’intervento e risultati attesi

La Cooperazione Italiana ha svolto in passato il ruolo di capofila nel settore della lotta alla desertificazione, finanziando interventi realizzati con UNOPS, il CILSS (Comité permanent Inter-Etats de Lutte contre la Sécheresse dans le Sahel) e la FAO. Da rilevare, in tale contesto, è il Programma di Sviluppo Locale nell’Ader Doutchi Maggia (PDL/ADM), noto come “Progetto Keita”, del valore di circa 50 milioni di euro e durato circa 25 anni, con il quale l’Italia ha brillantemente contribuito a rilanciare l’agricoltura in una delle zone più aride del Sahel, concentrando la strategia di intervento da un lato sullo sviluppo sostenibile tra cambiamenti climatici e pressione umana, e dall’altro sull’acqua come fattore essenziale di sviluppo.

Dal 2006 l’azione italiana si è estesa anche al settore sanitario, con un programma di formazione che risponde all’importante domanda di rafforzamento delle capacità e di miglioramento delle risorse umane, carenti nel Paese, nel rispetto dei principi di ownership e di armonizzazione degli interventi.

Più di recente, oltre a sostenere la tradizionale presenza di organizzazioni non governative sul territorio nigerino, la Cooperazione italiana ha operato a favore di Niamey attraverso interventi di emergenza per un valore di circa 4,6 milioni di euro nel quadriennio 2008-2012.

Particolare attenzione è stata riservata al settore alimentare, stante l’elevata vulnerabilità che il Niger presenta (al pari degli altri paesi del Sahel) per ragioni strutturali (condizioni climatiche, forte crescita demografica, povertà cronica, siccità e insufficienza di pascoli, ridotto numero di strutture in grado di contrastare la malnutrizione infantile).

A partire dal 2012, il Niger è stato confermato nel novero dei Paesi prioritari della cooperazione allo sviluppo. Nello stesso 2012 è stato possibile impegnare sul canale bilaterale un contributo di 500.000 € per un progetto realizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, volto alla prevenzione dei disastri naturali ed allo sviluppo di un’agricoltura sostenibile, adattata ai cambiamenti climatici e meno vulnerabile agli eventi estremi.

A seguito di una richiesta nigerina, l’Italia si è inoltre impegnata, in occasione della Tavola Rotonda sul finanziamento del Piano di Sviluppo economico e sociale 2012-2015 del Niger, tenutasi a Parigi il 13 e 14 novembre 2012, ad assicurare un credito di aiuto di 20 milioni di euro a sostegno del programma nazionale sulla sicurezza alimentare, in collaborazione con l’IFAD. A fine 2014 è stato firmato l’Accordo bilaterale Italia – Niger e l’intervento è attualmente in fase di avvio.