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I dati pubblicati relativi al 2016 sono dati non ancora ufficiali in quanto non convalidati da OCSE - DAC

Info

Popolazione
11.451.273
Crescita demografica
2,56 %
PIL
5.004.876.347 $
PIL pro capite
437 $
Fonte: OCSE

Le politiche di cooperazione nel Paese

1. Inquadramento e motivazioni della presenza italiana di cooperazione

La presenza dell’Italia nel Paese è legata all’esperienza della conversione del debito che ha dato vita ad un fondo italo-guineano (Foguired) che, utilizzando le risorse guineane liberate dalla cancellazione (6 milioni di euro della campagna della Cei più l’equivalente di 1,5 milioni di euro in valuta locale e circa 0,4 milioni della Fondazione Giustizia e Solidarietà), ha sostenuto lo sviluppo del tessuto associativo di base adottando una metodologia partecipativa senza uguali nel paese. Il fondo è stato creato nel 2003, all’interno dell’Accordo bilaterale di conversione del debito tra il governo guineano e il governo italiano, firmato il 22 ottobre 2001 a Conakry. Gli anni successivi, caratterizzati da una perdurante instabilità politica, culminata con il colpo di stato militare del 2008, hanno visto un progressivo disimpegno della cooperazione internazionale nel Paese (l’Italia ha contribuito con circa 50 milioni di aiuti a dono dal 1984 al 2007 ma non ha erogato contributi negli anni seguenti).

La Guinea figura oggi tra i Paesi più poveri del mondo (178° posto nel 2011 nel Human Development Index), con uno scarso accesso ai servizi di base ed una situazione relativa alla sicurezza in uno stato preoccupante: inadeguata organizzazione delle forze di difesa, carenza di controlli, gestione non appropriata delle risorse e un sistema giudiziario poco strutturato che danno luogo ad un contesto di minor sicurezza per la popolazione civile. Dopo gli eventi del 2009, la dichiarazione congiunta di Ouagadougou, firmata il 15 gennaio 2010, offre l'opportunità e un quadro per una strategia di stabilizzazione.

In tal senso, la decisione di inserire la Guinea tra i Paesi prioritari per l’approvazione di nuovi interventi a partire dal 2013 apre nuove prospettive al ruolo della Cooperazione italiana. La Guinea è Paese prioritario per la DGCS già dal 2012, ma solo grazie alle nuove risorse del 2013 è stato possibile identificare nuove iniziative di cooperazione.

 

2. Altri donatori internazionali di rilievo, coordinamento e possibilità di divisione del lavoro, esercizi di valutazione congiunta (harmonization - armonizzazione)

Il volume degli aiuti ha subito, negli ultimi anni, fluttuazioni molto ampie e solamente a partire dal 2010 è stato possibile registrare un aumento significativo ed una stabilizzazione del flusso degli aiuti internazionali. La Commissione Europea, ad esempio, uno dei principali donatori, decise di sospendere la cooperazione con la Guinea in seguito al colpo di stato nel dicembre del 2008, per poi riprendere gradualmente a partire dal 2010, fino a giungere, nel dicembre del 2012, al Country Strategy Paper and National Indicative Programme (CSP/NIP). Altri partner di rilievo sono Stati Uniti, Francia, Germania, Giappone e African Development Bank. La base dei donatori continua tuttavia ad essere limitata e restano aperti importanti spazi di intervento per la cooperazione italiana.

In questi ultimi anni, i meccanismi di coordinamento tra i donatori, per quanto bisognosi di essere consolidati ed affinati anche tramite un maggiore coinvolgimento da parte delle Autorità locali, si sono comunque dimostrati efficaci per permettere la raccolta di informazioni ed implementare strategie di programmazione e di monitoraggio, allo scopo di rafforzare il processo di allineamento delle politiche di cooperazione dei donatori internazionali con le priorità nazionali. La Guinea resta sotto supervisione della Peacebuilding Commission delle Nazioni Unite e molte delle iniziative nel Paese riguardano il settore del peacebuilding e della sicurezza, finanziate anche attraverso il Peacebuilding Fund (PBF). Non a caso, oltre al Development Partners coordination group (GCPP), altri fori importanti per il coordinamento degli aiuti sono il Peacebuilding Joint Steering Committee (JSC), che include partners nazionali ed internazionali responsabili per la supervisione del Peacebuilding Priority Plan del PBF, il Group of friends of Guinea (GAG) e la Security Sector (SSR) Reform Task Force.

 

3. Altre espressioni del Sistema italiano di Cooperazione presenti nel Paese (Ong, Università, enti locali, settore privato) ed eventuali modalità di un loro coinvolgimento

La presenza delle ONG italiane è più ridotta rispetto ad altri Paesi del Sahel. Va comunque registrata l’importante attività della Caritas Italiana nell’Ospedale di Guecké, di DREAM-Sant’Egidio nella lotta all’HIV-AIDS a Conakry, del consorzio CISV-LVIA nel settore agricolo e waste management, e di CLCM nella salute mentale.

Se da un lato è ancora prematuro delineare un sistema italiano di cooperazione nel Paese, verrà costantemente ricercato, nell’identificazione delle strategie e nella programmazione degli interventi, il massimo coordinamento con gli attori presenti sul territorio e con eventuali soggetti della cooperazione decentrata, enti locali, privati ed universitari intenzionati a lavorare nel Paese.

 

4. Obiettivi generali della cooperazione italiana nel Paese, loro condivisione con la controparte e loro coerenza con gli orientamenti internazionali in materia di efficacia dello sviluppo

Nella sua visita a Conakry del 21 aprile 2012, l’allora Ministro dell'Integrazione e della Cooperazione Internazionale, Andrea Riccardi, ha raccolto la piena soddisfazione del governo guineiano per la volontà italiana di inserire la Guinea nel novero dei Paesi prioritari per la Cooperazione.

Paese ritenuto strategico per le dinamiche migratorie ed anche per opportunità di investimento, la Guinea ha fatto esplicita richiesta di intervento da parte della Cooperazione nei settori dell'acqua, dell'energia, dell'alimentazione e del welfare.

A seguito della missione, è stata esclusa la possibilità di accordare un credito d’aiuto (il Paese non aveva ancora raggiunto il completion point HIPC) e si è riflettuto perlopiù su un mirato intervento di sostegno che coinvolga anche attori pubblici e privati. Il Paese ha effettivamente raggiunto il completion point nel settembre del 2012 e, una volta raggiunta un’eventuale intesa bilaterale con la Guinea, sarà possibile prendere in considerazione anche l’ipotesi di utilizzare linee di credito per progetti di sviluppo mirati. L’azione dell’Italia verrà sviluppata con il massimo allineamento con le priorità e la strategia di sviluppo identificata dalle Autorità guineiane nonché con gli standard internazionali di riferimento, e ricercando il costante coordinamento con gli altri donatori internazionali.

Il primo Poverty Reduction Strategy Paper (PRSP-I) elaborato dal governo guineiano è stato lanciato nel 2002 ed, analogamente al II (2007-2010), si è chiuso sostanzialmente con un fallimento annunciato e con la dura posizione del Fondo Monetario Internazionale (FMI), che ha dovuto constatare la sua manca implementazione a causa della grave instabilità politica ed istituzionale e della critica situazione economica che ha portato anche a gravi tensioni interne. Con II PRSP (2011-2012), accompagnato dal Priority Action Plan ed il piano quinquennale del Governo 2011-2015, è stato fissato l’obiettivo di ridurre il tasso di povertà dal 58% del 2010 al 56% nel 2012, operando sui seguenti temi:

  • migliorare il sistema di governance e rafforzare le Istituzioni e le risorse umane;
  • accelerare la crescita e creare opportunità di lavoro;
  • migliorare l’accesso della popolazione ai servizi di base.

I risultati incoraggianti finalmente raggiunti hanno aperto la strada al PRSP (2013-2015) che, sulla scorta dei precedenti e delle priorità identificate nel Piano Quinquennale 2011-2015, presenta un quadro d’intervento di medio periodo per raggiungere gli Obiettivi del Millennio e realizzare il progetto delle Autorità di rendere la Guinea un Paese emergente in un intervallo di tempo tra i 15 e i 25 anni.

Pur se gli obiettivi appaiono fin troppo ambiziosi e di difficile realizzazione, per lo meno nel breve periodo, la cooperazione italiana intende inserirsi in questa cornice e mettere a disposizione le proprie risorse.

 

5. Settori prioritari d’intervento e risultati attesi

Un tratto distintivo dell’azione di programmazione della cooperazione italiana in Guinea è l’aspetto partecipativo, mutuato anche dalla positiva esperienza del Foguired, che si intende conservare e capitalizzare, puntando a raggiungere anche le realtà meno strutturate. Per la cooperazione italiana, si tratta di definire un’area d’intervento, inizialmente pilota, dove la cooperazione italiana possa marcare una presenza. Sul paese sono stati stanziati 1,5 milioni di euro per iniziative multi-bilaterali, oltre alle risorse per le ONG dall’ufficio VII, in quanto Paese prioritario. In generale, il settore agricolo, con il sostegno alla produzione delle associazioni di produttori nelle zone più povere (haute Guineé e Guineé forestière), è considerato prioritario sia per l’impatto sulla povertà che per dare continuità all’esperienza della Foguired nella sua capacità di coinvolgimento degli attori non strutturati ma radicati nel territorio (associazioni di piccoli contadini etc). La sanità, in particolare la formazione medica per la diagnostica, è considerata un settore critico, vista la presenza di un unico laboratorio nella Capitale e quindi la necessità di nuove competenze sanitarie.

Una presenza di cooperazione in tal senso, a Conakry, sarebbe auspicabile viste le difficoltà strutturali del Paese (i pazienti di HIV-AIDS di Nzerekoré vengono trasferiti per via aerea a Conakry per le visite di routine).

Tematiche trasversali sono individuate nel sostegno istituzionale – tra cui il decentramento - e in più generale al capacity development, e nelle questioni di genere.

Un altro settore che potrà vedere in prospettiva l’interessamento della cooperazione italiana è quello dello smaltimento dei rifiuti nelle grosse agglomerazioni urbane, come tema emergente che potrebbe anche attirare l’interesse e permettere il coinvolgimento del settore privato

Al momento, la cooperazione italiana è presente in Guinea con un’unica iniziativa inserita nel Programma Italia-FAO per la sicurezza alimentare nell’Africa sub-sahariana. Il progetto di “Sicurezza alimentare attraverso la commercializzazione dei prodotti agricoli in Guinea”, è volto ad incrementare la produttività agricola e la capacità commerciale degli agricoltori per il raggiungimento delle condizioni di sicurezza alimentare sostenibili. In considerazione delle priorità sopra esposte, sono in fase avanzata di programmazione interventi con IFAD ed UNFPA per iniziative sulla sicurezza alimentare e nel settore sanitario. L’iniziativa con UNFPA, in particolare, mira a migliorare l’accesso delle donne ai servizi di salute sessuale e riproduttiva e contribuire alla lotta contro le violenze basate sul genere (VBG). Il finanziamento al programma dell’IFAD sarà orientato principalmente al sostegno alle attività di commercializzazione e trasformazione di prodotti orticoli e del riso essiccato, in appoggio alle Organizzazioni contadine della Bassa Guinea.

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Info

Popolazione
11.451.273
Crescita demografica
2,56 %
PIL
5.004.876.347 $
PIL pro capite
437 $
Fonte: OCSE

Gli aiuti nel tempo

Le variazioni negli anni delle risorse impegnante ed erogate per l'aiuto pubblico bilaterale e multi-bilaterale.



Impegnati
Erogati

Year Impegnati Erogati
2004 98.900.000.000 98.898.063.000
2005 3.435.500.000 3.435.500.000
2006 20.000.356.800 19.999.998.285
2007 2.500.000.000 75.932.220.000
2008 1.92686694811e+13 1.92686694811e+13
2009 1.5e+11 1.5e+11
2010 2.78685e+11 2.78685e+11
2011 1e+11 1e+11
2012 1.435e+11 61.400.000.000
2013 1.31143e+12 8.726e+11
2014 1.76722e+12 1.65815e+12
2015 7.788677e+11 1.097705e+11
2016 57.186.530.000 1.98040927458e+13

14 Mostra la lista dei progetti

I progetti della cooperazione italiana nel mondo

€ 57.187

I fondi complessivi impegnati

€ 19.804.093

I fondi complessivi erogati

Per cosa vengono utilizzati?

Lo scopo / settore di destinazione di un contributo bilaterale viene identificato rispondendo alla domanda "quale settore specifico della struttura economica e sociale del destinatario il trasferimento è destinato a promuovere". La classificazione per settore non fa riferimento al tipo di beni o servizi forniti dal donatore ma al settore a cui sono diretti: ad esempio la formazione in agricoltura non viene riportata nel settore Educazione ma Agricoltura, la costruzione di infrastrutture per lo stoccaggio agricolo non viene riportata nel settore Costruzione ma Agricoltura, ecc leggi tutto chiudi

Con quali strumenti?

Identifica le modalità utilizzate nell’erogazione dell’aiuto e prende a riferimento il primo destinatario (ad esempio, il paese beneficiario, un organismo multilaterale, o un fondo comune) che riceve i fondi direttamente dal donatore. leggi tutto chiudi

Chi finanzia?

Enti governativi (a livello centrale, statale o locale) che finanziano le iniziative di Aiuto Pubblico allo Sviluppo con fondi attinti direttamente dal proprio bilancio.
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Le politiche di cooperazione nel Paese

1. Inquadramento e motivazioni della presenza italiana di cooperazione

La presenza dell’Italia nel Paese è legata all’esperienza della conversione del debito che ha dato vita ad un fondo italo-guineano (Foguired) che, utilizzando le risorse guineane liberate dalla cancellazione (6 milioni di euro della campagna della Cei più l’equivalente di 1,5 milioni di euro in valuta locale e circa 0,4 milioni della Fondazione Giustizia e Solidarietà), ha sostenuto lo sviluppo del tessuto associativo di base adottando una metodologia partecipativa senza uguali nel paese. Il fondo è stato creato nel 2003, all’interno dell’Accordo bilaterale di conversione del debito tra il governo guineano e il governo italiano, firmato il 22 ottobre 2001 a Conakry. Gli anni successivi, caratterizzati da una perdurante instabilità politica, culminata con il colpo di stato militare del 2008, hanno visto un progressivo disimpegno della cooperazione internazionale nel Paese (l’Italia ha contribuito con circa 50 milioni di aiuti a dono dal 1984 al 2007 ma non ha erogato contributi negli anni seguenti).

La Guinea figura oggi tra i Paesi più poveri del mondo (178° posto nel 2011 nel Human Development Index), con uno scarso accesso ai servizi di base ed una situazione relativa alla sicurezza in uno stato preoccupante: inadeguata organizzazione delle forze di difesa, carenza di controlli, gestione non appropriata delle risorse e un sistema giudiziario poco strutturato che danno luogo ad un contesto di minor sicurezza per la popolazione civile. Dopo gli eventi del 2009, la dichiarazione congiunta di Ouagadougou, firmata il 15 gennaio 2010, offre l'opportunità e un quadro per una strategia di stabilizzazione.

In tal senso, la decisione di inserire la Guinea tra i Paesi prioritari per l’approvazione di nuovi interventi a partire dal 2013 apre nuove prospettive al ruolo della Cooperazione italiana. La Guinea è Paese prioritario per la DGCS già dal 2012, ma solo grazie alle nuove risorse del 2013 è stato possibile identificare nuove iniziative di cooperazione.

 

2. Altri donatori internazionali di rilievo, coordinamento e possibilità di divisione del lavoro, esercizi di valutazione congiunta (harmonization - armonizzazione)

Il volume degli aiuti ha subito, negli ultimi anni, fluttuazioni molto ampie e solamente a partire dal 2010 è stato possibile registrare un aumento significativo ed una stabilizzazione del flusso degli aiuti internazionali. La Commissione Europea, ad esempio, uno dei principali donatori, decise di sospendere la cooperazione con la Guinea in seguito al colpo di stato nel dicembre del 2008, per poi riprendere gradualmente a partire dal 2010, fino a giungere, nel dicembre del 2012, al Country Strategy Paper and National Indicative Programme (CSP/NIP). Altri partner di rilievo sono Stati Uniti, Francia, Germania, Giappone e African Development Bank. La base dei donatori continua tuttavia ad essere limitata e restano aperti importanti spazi di intervento per la cooperazione italiana.

In questi ultimi anni, i meccanismi di coordinamento tra i donatori, per quanto bisognosi di essere consolidati ed affinati anche tramite un maggiore coinvolgimento da parte delle Autorità locali, si sono comunque dimostrati efficaci per permettere la raccolta di informazioni ed implementare strategie di programmazione e di monitoraggio, allo scopo di rafforzare il processo di allineamento delle politiche di cooperazione dei donatori internazionali con le priorità nazionali. La Guinea resta sotto supervisione della Peacebuilding Commission delle Nazioni Unite e molte delle iniziative nel Paese riguardano il settore del peacebuilding e della sicurezza, finanziate anche attraverso il Peacebuilding Fund (PBF). Non a caso, oltre al Development Partners coordination group (GCPP), altri fori importanti per il coordinamento degli aiuti sono il Peacebuilding Joint Steering Committee (JSC), che include partners nazionali ed internazionali responsabili per la supervisione del Peacebuilding Priority Plan del PBF, il Group of friends of Guinea (GAG) e la Security Sector (SSR) Reform Task Force.

 

3. Altre espressioni del Sistema italiano di Cooperazione presenti nel Paese (Ong, Università, enti locali, settore privato) ed eventuali modalità di un loro coinvolgimento

La presenza delle ONG italiane è più ridotta rispetto ad altri Paesi del Sahel. Va comunque registrata l’importante attività della Caritas Italiana nell’Ospedale di Guecké, di DREAM-Sant’Egidio nella lotta all’HIV-AIDS a Conakry, del consorzio CISV-LVIA nel settore agricolo e waste management, e di CLCM nella salute mentale.

Se da un lato è ancora prematuro delineare un sistema italiano di cooperazione nel Paese, verrà costantemente ricercato, nell’identificazione delle strategie e nella programmazione degli interventi, il massimo coordinamento con gli attori presenti sul territorio e con eventuali soggetti della cooperazione decentrata, enti locali, privati ed universitari intenzionati a lavorare nel Paese.

 

4. Obiettivi generali della cooperazione italiana nel Paese, loro condivisione con la controparte e loro coerenza con gli orientamenti internazionali in materia di efficacia dello sviluppo

Nella sua visita a Conakry del 21 aprile 2012, l’allora Ministro dell'Integrazione e della Cooperazione Internazionale, Andrea Riccardi, ha raccolto la piena soddisfazione del governo guineiano per la volontà italiana di inserire la Guinea nel novero dei Paesi prioritari per la Cooperazione.

Paese ritenuto strategico per le dinamiche migratorie ed anche per opportunità di investimento, la Guinea ha fatto esplicita richiesta di intervento da parte della Cooperazione nei settori dell'acqua, dell'energia, dell'alimentazione e del welfare.

A seguito della missione, è stata esclusa la possibilità di accordare un credito d’aiuto (il Paese non aveva ancora raggiunto il completion point HIPC) e si è riflettuto perlopiù su un mirato intervento di sostegno che coinvolga anche attori pubblici e privati. Il Paese ha effettivamente raggiunto il completion point nel settembre del 2012 e, una volta raggiunta un’eventuale intesa bilaterale con la Guinea, sarà possibile prendere in considerazione anche l’ipotesi di utilizzare linee di credito per progetti di sviluppo mirati. L’azione dell’Italia verrà sviluppata con il massimo allineamento con le priorità e la strategia di sviluppo identificata dalle Autorità guineiane nonché con gli standard internazionali di riferimento, e ricercando il costante coordinamento con gli altri donatori internazionali.

Il primo Poverty Reduction Strategy Paper (PRSP-I) elaborato dal governo guineiano è stato lanciato nel 2002 ed, analogamente al II (2007-2010), si è chiuso sostanzialmente con un fallimento annunciato e con la dura posizione del Fondo Monetario Internazionale (FMI), che ha dovuto constatare la sua manca implementazione a causa della grave instabilità politica ed istituzionale e della critica situazione economica che ha portato anche a gravi tensioni interne. Con II PRSP (2011-2012), accompagnato dal Priority Action Plan ed il piano quinquennale del Governo 2011-2015, è stato fissato l’obiettivo di ridurre il tasso di povertà dal 58% del 2010 al 56% nel 2012, operando sui seguenti temi:

  • migliorare il sistema di governance e rafforzare le Istituzioni e le risorse umane;
  • accelerare la crescita e creare opportunità di lavoro;
  • migliorare l’accesso della popolazione ai servizi di base.

I risultati incoraggianti finalmente raggiunti hanno aperto la strada al PRSP (2013-2015) che, sulla scorta dei precedenti e delle priorità identificate nel Piano Quinquennale 2011-2015, presenta un quadro d’intervento di medio periodo per raggiungere gli Obiettivi del Millennio e realizzare il progetto delle Autorità di rendere la Guinea un Paese emergente in un intervallo di tempo tra i 15 e i 25 anni.

Pur se gli obiettivi appaiono fin troppo ambiziosi e di difficile realizzazione, per lo meno nel breve periodo, la cooperazione italiana intende inserirsi in questa cornice e mettere a disposizione le proprie risorse.

 

5. Settori prioritari d’intervento e risultati attesi

Un tratto distintivo dell’azione di programmazione della cooperazione italiana in Guinea è l’aspetto partecipativo, mutuato anche dalla positiva esperienza del Foguired, che si intende conservare e capitalizzare, puntando a raggiungere anche le realtà meno strutturate. Per la cooperazione italiana, si tratta di definire un’area d’intervento, inizialmente pilota, dove la cooperazione italiana possa marcare una presenza. Sul paese sono stati stanziati 1,5 milioni di euro per iniziative multi-bilaterali, oltre alle risorse per le ONG dall’ufficio VII, in quanto Paese prioritario. In generale, il settore agricolo, con il sostegno alla produzione delle associazioni di produttori nelle zone più povere (haute Guineé e Guineé forestière), è considerato prioritario sia per l’impatto sulla povertà che per dare continuità all’esperienza della Foguired nella sua capacità di coinvolgimento degli attori non strutturati ma radicati nel territorio (associazioni di piccoli contadini etc). La sanità, in particolare la formazione medica per la diagnostica, è considerata un settore critico, vista la presenza di un unico laboratorio nella Capitale e quindi la necessità di nuove competenze sanitarie.

Una presenza di cooperazione in tal senso, a Conakry, sarebbe auspicabile viste le difficoltà strutturali del Paese (i pazienti di HIV-AIDS di Nzerekoré vengono trasferiti per via aerea a Conakry per le visite di routine).

Tematiche trasversali sono individuate nel sostegno istituzionale – tra cui il decentramento - e in più generale al capacity development, e nelle questioni di genere.

Un altro settore che potrà vedere in prospettiva l’interessamento della cooperazione italiana è quello dello smaltimento dei rifiuti nelle grosse agglomerazioni urbane, come tema emergente che potrebbe anche attirare l’interesse e permettere il coinvolgimento del settore privato

Al momento, la cooperazione italiana è presente in Guinea con un’unica iniziativa inserita nel Programma Italia-FAO per la sicurezza alimentare nell’Africa sub-sahariana. Il progetto di “Sicurezza alimentare attraverso la commercializzazione dei prodotti agricoli in Guinea”, è volto ad incrementare la produttività agricola e la capacità commerciale degli agricoltori per il raggiungimento delle condizioni di sicurezza alimentare sostenibili. In considerazione delle priorità sopra esposte, sono in fase avanzata di programmazione interventi con IFAD ed UNFPA per iniziative sulla sicurezza alimentare e nel settore sanitario. L’iniziativa con UNFPA, in particolare, mira a migliorare l’accesso delle donne ai servizi di salute sessuale e riproduttiva e contribuire alla lotta contro le violenze basate sul genere (VBG). Il finanziamento al programma dell’IFAD sarà orientato principalmente al sostegno alle attività di commercializzazione e trasformazione di prodotti orticoli e del riso essiccato, in appoggio alle Organizzazioni contadine della Bassa Guinea.